Recentemente anche in Italia sono apparsi broker esteri che pubblicizzano il mercato dello scambio di valute. Ecco perché anche da noi il forex trading sta diventando sempre più popolare.
Prima di avvicinarci a questo mercato, però, è bene valutarne i costi, che comunque sono minori di quanto si possa pensare, se ci documentiamo bene sulle offerte proposte dai diversi intermediari.
Essenzialmente i costi sono per l’apertura del conto e per le transazioni. Per quanto riguarda il primo, spesso viene data l’opzione di aprire un account dimostrativo, che è gratuito e ci permette di testare la nostra strategia senza rischiare soldi veri. Spesso, comunque, non è necessario pagare nemmeno per aprire un conto reale, basterà inviare al broker una copia del nostro documento d’identità e una fotocopia di una qualche documentazione che provi il nostro indirizzo (va bene anche una bolletta).
Tutti i broker però applicano dei costi alle transazioni che effettuiamo: c’è quindi una differenza tra bid e ask che fa sì che nel momento in cui apriamo una posizione siamo in leggera perdita (a causa di ciò che dobbiamo all’intermediario), che potrà essere compensata con una transazione ben riuscita. Spesso gli intermediari applicano uno spread, cioè una differenza, più basso per gli investimenti più alti.